Logistica e stampa 3D: quali prospettive?

Una ricerca commissionata dal portale di informazione Agendadigitale.eu al Laboratorio RISE dell’Università degli Studi di Brescia ha individuato nella stampa 3D una delle tecnologie trainanti delle nuove frontiere di sviluppo del mondo della supply chain.

Nell’era della digitalizzazione, è essenziale una ricognizione strategica delle risorse e degli strumenti in grado di impattare più incisivamente sui volumi della produzione industriale, e quindi delle attività logistiche e di trasporto, che devono adeguarsi tempestivamente alle trasformazioni del settore.

La rivoluzione inaugurata da IoT e stampa 3D sembrerebbe però comportare conseguenze non del tutto positive dal punto di vista del mercato logistico: secondo le stime rappresentate nel report in questione, il loro impatto congiunto potrebbe tradursi in una riduzione della merce movimentata pari a circa 100 miliardi di € nel 2025. Se si considera che il valore della produzione movimentata registrato in Italia è pari a circa 4.000 miliardi di euro, l’impatto delle tecnologie si traduce in una riduzione percentuale tra il 2,3% ed il 3,9% nel 2025. 

Occorre d’altro canto considerare anche alcuni scenari positivi legati all’avvento delle nuove tecnologie:  gli operatori logistici trarranno beneficio dall’incremento dei processi di produzione e distribuzione di milioni di stampanti e strumenti necessari a rendere gli oggetti intelligenti.

Inoltre, è plausibile che il decentramento delle attività produttive legato alle particolari esigenze di questo nuovo tipo di domanda sia destinato ad aumentare la prossimità delle attività stesse ai punti di consumo, riducendo la lunghezza delle filiere, e con esse le scorte lungo i nodi di tali filiere.

Non è quindi ancora esprimibile un giudizio univoco sulle conseguenze potenziali dell’impatto delle nuove tecnologie sul mondo della logistica; l’auspicio è che i nuovi input vengano recepiti ed elaborati con reattività.

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